Sostenibilità ambientale

Il RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DEI COMPONENTI DEL PULPER

Stiamo sviluppando il nostro business avendo tra gli obiettivi principali quello della sostenibilità ambientale
Suddividiamo quanto più possibile i materiali contenuti nel pulper di cartiera e li valorizzamo al meglio, reintroducendoli nei rispettivi cicli produttivi.

Il pulper è uno scarto di composizione estremamente eterogenea; fino ad oggi è stato difficile valorizzare e separare i suoi componenti, destinati alla discarica o alla termovalorizzazione. In questi casi si verifica una perdita secca dei materiali che costituiscono il pulper, dovendo poi procurarsene di nuovi e vergini a scapito delle risorse finite del pianeta.

Oggi, grazie alle tecnologie che abbiamo messo a punto, e a un business plan che prevede la sostenibilità economica delle attività, è possibile separare i materiali e recuperare:

  • la cellulosa tramite potenti centrifughe,
  • i materiali metallici con rulli deferrizzatori e a correnti parassite,
  • le plastiche, con le quali si stampano i pallet.

Solo una piccola frazione, non recuperabile per sua natura, dovrà essere smaltita.

L' ANALISI DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DELL' r-PALLET E DEL PALLET IN LEGNO

Uno studio commissionato alla Scuola Superiore S.Anna dell’Università di Pisa ha dimostrato come, sotto determinate ipotesi di vita ed utilizzo, il nostro r-pallet in plastica riciclata abbia una minore impronta ambientale rispetto al pallet in legno; si può dunque affermare che questo innovativo prodotto contribuisca ad uno sviluppo più “verde” delle catene logistiche, con tutti gli evidenti vantaggi che ciò comporta.

LCA (life cycle assessment) mostra, in generale, la minor impronta ecologica del pallet Repulp rispetto al tradizionale pallet in legno, questo alle condizioni di utilizzo e ciclo vita ipotizzate.

La comparazione tra i due pallet viene riferita alle categorie di impatto emerse come rilevanti dalle precedenti analisi. Il confronto degli impatti dei due pallet EPAL, riferiti a 1 tonnellata di merce trasportata nell’arco del ciclo di vita, è riportato nella tabella e nella figura mostrante il grafico comparativo.

Il confronto tra i due pallet EPAL, riferito a 1 ton di merce trasportata, mostra che l’r-pallet presenta minori impatti ambientali, anche significativi, sulle categorie di Particulate matter (-90% circa), Ionizing radiation (-90% circa), Photochemical ozone formation (-80% circa), Terrestrial eutrophication (-85% circa), alla categoria Climate change (-65% circa) e alla categoria Mineral, fossil & ren resource depletion (-80% circa).

L’attività che il Prof. Iraldo della Scuola Superiore S.Anna di Pisa ha effettuato, con il suo gruppo di lavoro, per Selene, sulla LCA:

“Lo studio ha come obiettivo quello di analizzare gli impatti ambientali di due tipologie di pallet, in legno e in plastica riciclata proveniente da scarto di pulper, e di effettuare una loro comparazione. La valutazione di impronta ambientale (Life Cycle Assessment (LCA)) è stata condotta secondo la metodologia PEF (Product Environmental Footprint) per la valutazione dell’impronta ambientale di prodotto così come definita nella Raccomandazione 2013/179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni in termini di performance ambientale, sull’intero ciclo di vita. Inoltre, per il pallet in plastica, la finalità è altresì quella di individuare possibili ambiti di miglioramento delle prestazioni ambientali.”